IL 4 OTTOBRE E' FESTA NAZIONALE
La legge 151/2025 ha stabilito che dal 1° gennaio 2026, il 4 ottobre entra ufficialmente nel calendario delle festività nazionali in onore di San Francesco d’Assisi.
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ToggleLA FESTIVITA’ ED IL SUO TRATTAMENTO
Questo significa che il 4 ottobre diventa un giorno festivo a tutti gli effetti in tutta Italia, con le stesse regole del 25 aprile o del 1° maggio e cioè:
- chiusura aziendale;
- nessuna decurtazione dalla retribuzione e quindi trattamento retributivo garantito.
QUANDO LA FESTA CADE DI SABATO
Come per tutte le altre festività, nel caso di settimana corta, se la festività coincide con la sesta giornata non lavorativa (solitamente il sabato) non è riconosciuto il diritto alla quota di retribuzione aggiuntiva.
SE IL 4 OTTOBRE E’ LAVORATO
Non tutte le attività possono permettersi di chiudere: pensiamo a ospedali, ristoranti, negozi, hotel.
In questi casi, se un dipendente lavora il 4 ottobre avrà diritto:
- alla retribuzione normale della giornata;
- ed al pagamento delle ore lavorate con le maggiorazioni previste dal contratto (di solito si va dal 20% al 60% in più).
IL 2026 E’ GIA’ UN CASO PARTICOLARE
Nel 2026 un dettaglio farà la differenza: il 4 ottobre cade di domenica.
L’azienda in questo caso dovrà riconoscere in busta paga la cosiddetta “festività non goduta”, cioè una quota retributiva aggiuntiva rispetto allo stipendio normale.
Per i dipendenti con retribuzione oraria, la quota aggiuntiva sarà calcolata come stabilito dal ccnl: di solito un sesto della retribuzione settimanale.
Per i lavoratori con paga mensilizzata invece, si aggiunge una giornata retribuita al normale stipendio: nella maggior parte dei casi sarà pari ad un 26mo della retribuzione mensile.
BOLOGNA: QUANDO UN GIORNO VALE DOPPIO
A Bologna il 4 ottobre è già festa del Patrono e quindi giorno festivo. Il lavoratore resta a casa ed è regolarmente retribuito.
Dal 2026, però, il 4 ottobre diventa anche festivo per legge nazionale.
Cosa succede quindi se il giorno è già patrono locale e ora diventa anche festività nazionale?
Fatta salva la verifica di previsioni particolari stabilite del proprio CCNL di riferimento, le soluzioni sono essenzialmente due:
- l’azienda può concordare con i lavoratori, o se presenti con le rappresentanti sindacali, di “spostare” la festa del Patrono in un altro giorno dell’anno;
- oppure può optare per la retribuzione aggiuntiva della ‘festività non goduta’ come detto sopra.
In entrambi i casi è bene ‘muoversi’ per tempo e chiarire con i lavoratori come sarà gestita la doppia ricorrenza ed eventualmente comunicare loro la variazione del giorno del Santo Patrono.
Per le aziende di Bologna, o che comunque già festeggiano il 4 ottobre come festa del Patrono, nel caso non spostino la festività del Patrono ad altra data dell’anno, il 2026 comporterà il pagamento di due “festività non godute”.
Mara Mazzoni
Consulente del Lavoro

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